TERRITORIO DELLE MURGE

Con il termine Murge (dal latino murex, "m¨rice", poi "sasso acuto") si indica un altopiano della Puglia, formato di roccia calcarea e ricco di fenomeni carsici, che si estende per 150 Km tra il corso inferiore del fiume Ofanto e la soglia messapica sulla linea Taranto-Brindisi. L'altopiano, largo 50 Km,
"Questa Ŕ la murgia pi¨ aspra e pi¨ sassosa; per ridurla a coltivazione, facendo le terrazze, [...] non ci voleva meno della laboriositÓ di un popolo di formiche".
Con il termine Murge (dal latino murex, "m¨rice", poi "sasso acuto") si indica un altopiano della Puglia, formato di roccia calcarea e ricco di fenomeni carsici, che si estende per 150 Km tra il corso inferiore del fiume Ofanto e la soglia messapica sulla linea Taranto-Brindisi. L'altopiano, largo 50 Km, Ŕ di forma rettangolare e comprende nella parte di Nord-Ovest (detta Alta Murgia) pochi grandi centri mentre nella parte di Sud-Est (detta Bassa Murgia o Murgia dei Trulli) presenta numerosi centri urbani e un'elevata percentuale di popolazione sparsa. Per questa sua peculiaritÓ la Murgia dei Trulli Ŕ un territorio fortemente antropizzato che il grande meridionalista Tommaso Fiore (1884-1973) nelle sue "lettere" per la rivista torinese La Rivoluzione Liberale, diretta da Piero Gobetti, descriveva con queste suggestive parole:
"Non bisogna andare molto lontano per trovare una strana terra, dalle casettine lillipuziane. Si prende la piccola ferrovia che da Bari risale verso le Murge di Conversano e Noci. Il paesaggio Ŕ dapprima soffocato dalla densa vegetazione di ulivi, mandorli, fichi, carrubi, vigneti, nel cui folto fertilissimo sono sommerse le cittadine [...] Dopo Rutigliano la scena si snoda; numerosi e spessi s'affacciano i nostri muretti di pietra a tagliare i poderi; si sale lentamente
sotto Conversano con l'occhio alle prime linee dei primi colli a nord, all'immensa distesa a sud, che Ŕ un unico giardino di ulivi e mandorli, sino a perdita d'occhio; si riprecipita verso Castellana e, per la campagna mossa, non pi¨ tutta verde, ma gialla qua e lÓ di pascoli e di ristoppie, grigia e ferruginosa di petrame, si scorgono i primi trulli, le "casedde" [...] Ora, dopo Putignano, sempre tra folta vegetazione, e dove non si stende che qualche straccio di vecchia boscaglia comitale di querce, spuntano trulli innumerevoli dal terreno, non pi¨ soli o radi, ma aggruppati come fratellini per mano, a due, a tre, a quattro; due eguali e gli altri pi¨ piccoli, perchÚ anche nel lillipuziano c'Ŕ sempre una cosa pi¨ piccola; e dovunque muri e muretti, non dieci, non venti, ma pi¨, molti di pi¨, allineati sui fianchi di ogni rilievo, orizzontalmente, a distanza anche di pochi centimetri, per contenere il terreno, per raccoglierne e reggerne un po' fra tanto calcare.
Uno scorcio della campagna nocese (foto: Checco Curci)
Mi chiederai come ha fatto questa gente a scavare ed allineare tanta pietra. Io penso che la cosa avrebbe spaventato un popolo di giganti. Questa Ŕ la murgia pi¨ aspra e pi¨ sassosa; per ridurla a coltivazione, facendo le terrazze, [...] non ci voleva meno della laboriositÓ di un popolo di formiche".
Oltre a essere la patria dei trulli e del cavallo murgese, questo territorio presenta un'ulteriore peculiaritÓ: Ŕ l'unica zona in Italia in cui cresce il fragno (Quercus fragnus o Quercus troiana o Quercus macedonica).

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